Conto deposito, conviene?

Vantaggi del conto deposito

Il conto deposito può essere definito come un conto corrente che però non include alcuni servizi e funzionalità. Da questa definizione, tra le più in voga in rete e tra gli esperti del settore, si pone però l’accento sul “deficit”, con il rischio che il risparmiatore veda il conto deposito “in negativo”.

Vedremo in questa breve guida, invece, gli aspetti positivi e tutti i vantaggi connessi all’apertura di un conto deposito, e spiegheremo perché si tratta di una soluzione particolarmente conveniente per la protezione di propri risparmi.

Conto deposito e conto corrente: differenze e caratteristiche

Iniziamo col dire che il conto deposito si poggia normalmente su un comune conto corrente; mentre in ambito operativo il conto corrente consente transazioni tramite bonifici, assegni e carte di credito, il conto deposito ammette solo prelevamenti e depositi.

Si capisce da ciò come il conto deposito non sia da considerarsi tanto un’alternativa ad un conto corrente, bensì un complemento. Oggi come oggi è difficile immaginare la propria quotidianità, ad esempio, senza effettuare una transazione con carta o senza pagare l’affitto tramite bonifico, pertanto possedere un conto corrente si rivela quanto mai necessario.

Se dunque i servizi offerti da un conto corrente sono essenziali, a cosa serve il conto deposito?

Rispondiamo nel modo più diretto e semplice possibile: tramite il conto deposito è possibile guadagnare semplicemente depositando del denaro. In pratica, la banca si applica un tasso d’interesse che è di solito più alto rispetto a quello che contraddistingue i conti correnti.

Specifichiamo che tutti i tassi d’interesse sono soggetti all’ aliquota finanziaria unica, che ammonta al 26%. Tuttavia, la maggior parte dei tassi di interesse applicati arrivano al 2%, e talvolta sino al 4%.

Si tratta in modo semplice e affatto rischioso per proteggere i propri soldi, e al contempo ottenere una remunerazione.

Possiamo suddividere i conti deposito in due grandi categorie: quelli vincolati e quelli liberi. Vediamo subito le caratteristiche di ciascuno.

Conto deposito vincolato: vantaggi e svantaggi

I conti deposito vincolati prevedono che la somma versata sia “bloccata” fino alla scadenza naturale del contratto. Tale scadenza è, ovviamente, una scelta del risparmiatore, che di norma ha davanti una serie di sei, dodici, ventiquattro o trentasei mesi tra le opzioni da poter selezionare. Queste sono, per lo meno, le date più in uso dai clienti (soprattutto il range che va dai 13 ai 24 mesi), mentre di rado si decide di vincolare del denaro, specie se in quantità consistente, per più di tre anni. Di solito, comunque, gli istituti di credito contengono una durata massima di 5 anni.

In realtà parlare di blocco è eccessivo; in base al contratto ci sono sì opzioni non svincolabili , che sconsigliamo se si vogliono depositare grosse somme, ma sono previste anche altre opportunità interessanti.

La prima è l’opzione svincolabile senza il riconoscimento di alcun interesse; il ritorno economico è solo il denaro depositato.

La seconda è l’opzione svincolabile con riconoscimento del tasso base, cioè degli interessi normali contemplati per i conti deposito senza vincoli.

Difficile pronunciarci in merito ai vantaggi e svantaggi di queste tre categorie contrattuali, ma certamente possiamo suggerire di vincolare solo una parte risparmi e, in secondo luogo, di istituire un rapporto di proporzionalità inversa tra rigidità del vincolo e durata dello stesso.

Facciamo un esempio. Opzioni non svincolabili hanno di certo il vantaggio di offrire tassi d’interesse allettanti; nonostante ciò, il classico imprevisto potrebbe metterci nella condizione di avere bisogno di liquidità immediata. Il modo migliore per investire il proprio capitale, se la somma è molto alta, è allora quello di vincolarlo per 6 o massimo 12 mesi.

Conto deposito libero: vantaggi e svantaggi

Come si deduce dal nome, il conto è libero da qualunque vincolo; si può prelevare quando e quanto si desidera, con il limite però di non eccedere gli averi depositati.

Il tasso di rendimento è per la maggior parte dei casi inferiore rispetto a quello erogato per i conti deposito vincolati, ma se la propria vita economica impone frequenti prelievi e depositi è di certo la soluzione migliore.

Gli interessi sono accreditati in tempistiche variabili, ovviamente riportate nel contratto; le scadenze temporali più comuni sono una base mensile, trimestrale o annuale.

Conviene aprire un conto deposito?

In modo molto pragmatico, che è poi quel che ci interessa quando parliamo di soldi, possiamo affermare che il conto deposito è un modo per far fruttare dei risparmi che, viceversa, se conservati sotto il materasso non ci avrebbero fatto guadagnare nulla. Anzi, probabilmente negli anni, aumentando il costo della vita, il loro potere d’acquisto sarebbe inesorabilmente decrementato.

Come visto, i tassi di interesse sono decisamente più allettanti rispetto a quelli offerti da un conto corrente, e se dunque si intendono depositare delle somme con il solo fine di ricavare qualcosa, il conto deposito si profila più conveniente rispetto al conto corrente. Beninteso che, come detto all’inizio, questi due prodotti finanziari non sono antagonisti ma anzi alleati.

Il conto deposito è dunque particolarmente adatto a risparmiatori con un basso profilo di rischio ma che, al contempo, sono però interessati ad un guadagno. Soprattutto in momenti storici di alta volatilità, questi conti possono essere utili per proteggere i propri beni liquidi.

Va inoltre considerato la variegatissima offerta disponibile sul mercato. Praticamente tutti gli istituti di credito offrono conti deposito, e non sarà difficile trovare il più adatto alle tue esigenze. Attenzione però: proprio per il grande ventaglio di scelta occorre informarsi approfonditamente.

Molte banche hanno infatti, verso chi apre un nuovo conto deposito, una policy che contempla zero spese di apertura e di gestione; alcuni istituti si fanno inoltre carico dell’imposta di bollo, che ammonta allo 0,2% della somma depositata.

Occorre insomma confrontare i tassi di rendimento, le modalità di capitalizzazione degli interessi e le eventuali spese legato alla gestione del conto per trovare la soluzione ideale per incrementare i tuoi risparmi.

Come si nota, i vantaggi di un conto deposito sono tantissimi, tutto sta nel documentarsi in maniera puntuale ed effettuare la scelta più consona in base a come si intende investire, per quanto tempo, e sempre optando per contratti in linea con le proprie esigenze finanziarie.

Quanto si guadagna con i conti deposito?

Certo, rispetto a qualche decennio fa i rendimenti sono diminuiti, e di pari passo l’aliquota è aumentata, assestandosi al 26% di cui abbiamo parlato prima. Nonostante ciò però il conto deposito rimane un’opzione più che interessante per chiunque abbia una visione protettiva del capitale.

Una domanda che sicuramente ti sta ronzando per la testa è: a quanto ammontano i tassi di interesse?

Fare una stima è particolarmente complicato perché la vetrina delle banche sui conti deposito è ben nutrita e costantemente vengono promossi nuovi prodotti a condizioni vantaggiosissime.

Attenzione però: se leggi di tassi di interesse che superano il 4% fai attenzione perché potrebbe trattarsi di una sorta di “regalo di benvenuto” a breve scadenza, e potresti trovarti dopo sei mesi con un interesse inferiore all’1%.

Possiamo dire che, in generale, i tassi arrivano al 2% per i conti depositi vincolati, tra l’1% e l’1,5% invece per quelli liberi.

In tutti i casi consigliamo di chiedere in modo chiaro ad un consulente bancario quale sia il tasso effettivo garantito, che in altre parole è il netto che verrà corrisposto: solo in questo modo ci si potrà fare un’idea chiara della redditività del conto.

Ci sono rischi collegati ai conti deposito?

Abbiamo fino ad ora proposto il conto deposito come un ‘ alternativa di risparmio sicuro e al riparo da qualunque pericolo; tuttavia, per onestà intellettuale, dobbiamo parlare di due rischi, sottolineando comunque quanto siano remoti.

Il primo è legato ad un eventuale fallimento della banca, caso in cui il cliente è in ritardo. in realtà le banche italiane aderiscono, sono obbligate a farlo, al fondo interbancario di tutela dei depositi. Per ogni conto deposito, in pratica, si applica un rimborso fino a 100.000 € nel caso in cui l’istituto fallisca.

Consigliamo dunque di non immettere oltre questa cifra in un conto deposito, così da essere coperti da un default bancario. Viceversa, ciò che eccede i 100.000€ può considerarsi perso.

Il secondo rischio a cui potrebbe pensare un risparmiatore interessato le modifiche contrattuali unilaterali. la legge torna però in suo soccorso: egli può infatti considerare la procedura di rescissione del contratto entro 60 giorni dalla comunicazione della modifica.

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